
«Ci sono persone che nella vita si divertono. Io cominciavo a rendermi conto di non essere una di loro».
About a Boy - Un ragazzo (2002), regia di Chris e Paul Weitz
Marcus è un ragazzino solo: senza padre, con una madre depressa che tenta il suicidio, senza amici a scuola, deriso continuamente perché diverso, ingenuo, svagato. Will è un trentenne altrettanto solo: erede dei diritti di una canzone di successo, non ha mai lavorato un solo giorno, passa da donna a donna, controlla meticolosamente il suo tempo e i suoi spazi. Attraverso varie vicissitudini, finiscono per incontrarsi. Marcus entra nella vita di Will, quasi per caso e non senza difficoltà. Il primo cercherà di farsi accettare senza cambiare troppo di sé, il secondo scoprirà che “nessuno è un’isola”. Da un romanzo di Nick Hornby.
Nota personale. Film senza troppe pretese, retto interamente da una storia che - per quanto scontata - scorre leggera: la difficoltà di integrarsi, la solitudine cercata o scontata, la “famiglia” allargata come sostegno in un mondo complesso. La riflessione a partire da John Donne, su cui tutto è costruito, sarà banale ma colpisce. Molto british, a partire dai volti e dalle atmosfere. Hugh Grant gigioneggia al solito. Poco altro, in effetti. Ma il cinema è anche svago.


