Pubblicato da: PAdBN | 17 febbraio 2009

Opera (o)m(n)ia (5) – Link 7

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“Mash-up Television”, Link. Idee per la televisione, n. 7 (2009), Mediaset/RTI

Il nuovo numero del magazine di studi e ricerche sulla tv. La cover story è dedicata alla tv del riciclo, del riuso, del remix, del materiale d’archivio, della replica. Materiali apparentemente di scarto che riescono a diventare ricchezze improvvise, utilissime per riempire nuovi canali e per dare vita a nuove forme espressive. Che sia questo il futuro della tv generalista? Ne parlano firme illustri: Carlo Freccero indaga le svariate modalità di utilizzo dell’archivio (e della memoria), Aldo Grasso si domanda come si può sfuggire all’oblio dato dalle troppe informazioni, Fausto Colombo teorizza un ritorno al prodotto televisivo “finito”, da vedere e rivedere grazie (anche) al suo valore culturale, Massimo Scaglioni ragiona sulla “politica del remake”, Aldo Romersa si prende gioco di un pubblico (e un broadcaster) televisivo sempre più affamato di repliche, … Con tanto di interviste a Piero Angela e Marco Giusti, maestri della scoperta e della riscoperta della tv. In questo nuovo Link, poi, grande risalto assumono le nuove sezioni, riccamente illustrate da giovani disegnatori italiani. Product è dedicata ai contenuti: le sigle delle serie televisive secondo Violetta Bellocchio, le nuove forme musicali tra videogame e altre “finestre” descritte da Matteo Bittanti e Gianni Sibilla, il manuale per giovani sceneggiatori di Dennis McGrath, la rubrica del Dr. Pira alla ricerca degli impliciti nascosti nei telefilm (stavolta, Dexter). Industry raccoglie gli aspetti economici e tecnologici: dall’overload informativo secondo Luca de Biase al freemium raccontato da Antonio Dini, dal mercato televisivo russo alla lunga storia del product placement narrata da Marco Vecchia. Infine, Sight è aperta a “sguardi laterali”: la videoarte raccontata da Andrea Lissoni e il portfolio del giovane fotografo Mathieu Bernard-Reymond, le dinamiche dei social network interpretate da danah boyd e Francesca Pasquali e l’elezione di Obama (anche) grazie ai media nel racconto di Cristian Vaccari. Insomma, un mucchio di cose. E non le ho nemmeno indicate tutte.

Nota personale. Ho già scritto di questo numero in diciotto modi (e luoghi) diversi, ma come vedete continuo… E il giudizio è rapido: ottimo. Anche se, al solito, non sta a me deciderlo. La veste grafica curatissima, il tono e il ritmo del numero, la profondità e insieme la leggerezza dei contenuti, il lavoro certosino che sta dietro ogni pagina… Difficile non essere entusiasti di un lavoro che ti ha preso per mesi. Quindi la smetto, lasciando (semmai) la parola a chi passa da qui. Solo alcune segnalazioni. Sulla rivista c’è pure un mio pezzo, un saggio/intervista su I Cesaroni, che prova a tracciare le principali direttrici del loro adattamento italiano da un format spagnolo (Los Serrano) con l’aiuto di alcuni professionisti (e che mi è valso una citazione sul Corriere della Sera, lo dico piano). Magari più avanti lo metto su. E ancora. C’è un nuovo blog di Link, prontamente aggiunto in blogroll. E pure un gruppo Facebook della rivista. Ora non avete scuse… Cosa ci fate ancora qui?

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