Pubblicato da: PAdBN | 3 febbraio 2009

Revolutionary Road

revolutionary

«– Noi scappiamo dal vuoto disperato di questa vita.
– […] Molte persone sono coscienti del vuoto, ma ci vuole del fegato per vedere la disperazione
».

Revolutionary Road (2008), regia di Sam Mendes.

Primi anni ’60. I due coniugi Wheeler vanno a vivere nei sobborghi di New York, in una casetta in cima a Revolutionary Road. Lei sta abbandonando il sogno di diventare attrice, lui si ritrova ingabbiato nel lavoro di suo padre, colletto bianco con l’ufficio a Manhattan. Ma entrambi hanno sempre coltivato la certezza (l’illusione?) di essere diversi dagli altri, migliori dalla folla indistinta e omologata. L’occasione per dimostrarlo è un’idea folle: mollare tutto e trasferirsi a Parigi, dove ricominciare alla ricerca dei propri desideri e aspirazioni. La ventilata promozione di lui, l’inattesa gravidanza di lei mette un freno. Frank lo accetta, dimostrandosi molto più integrato di quanto non volesse ammettere. Ma ad April la sua vita ormai sta stretta e – complice l’incontro con il “matto” John – innescherà una spirale autodistruttiva di dolore, sacrificio, rimpianto. Dal romanzo di Richard Yates.

Nota personale. Trasporre un romanzo è sempre un’operazione difficile, soprattutto quando si cerca di mantenere un’atmosfera, uno stile, una gravità il più vicina possibile all’originale. Sam Mendes svolge bene il suo lavoro, con una regia pulita e impeccabile, una qualità costantemente alta, alcune scene di facile impatto (come la processione urbana degli uomini con il cappello, o la fuga nei boschi di April). Il film parte lentamente, con qualche difficoltà, ma giunge a veri e propri vertici di intensità drammatica nel confronto serrato e impietoso tra le due parti della coppia, ingaggiate in una lotta senza pace. E il merito è anche delle ottime interpretazioni (forse un po’ troppo cariche, ma era probabilmente necessario) di Kate Winslet e Leonardo di Caprio. Insomma, un film intenso, pesante, doloroso. Mi resta solo la sensazione che non sia pienamente riuscito: vederlo in una sala (di provincia, con popolazione attratta dalla coppia d’attori e inconsapevole del resto) dove la gran parte degli spettatori scoppiava in fragorose risate nei momenti di maggiore tensione emotiva, oltre a darmi decisamente fastidio, mi ha fatto pensare che forse questo non sia – in fondo – un film pieno in sé, indipendente dal discorso che se ne fa.

Annunci

Responses

  1. Oddio, che film straripante dolore. Temo che purtroppo sia la vita di molte persone, incatenate in ciò che “si dovrebbe fare” e in ciò che è “supposto si debba fare”. Triste a 360°.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: