Pubblicato da: PAdBN | 10 gennaio 2009

Valzer con Bashir

bashir

Valzer con Bashir (Waltz with Bashir, 2008), regia di Ari Folman.

Complice il racconto del sogno di un amico, un regista israeliano prova la necessità di ricordare i giorni della guerra in Libano, di riportare in superficie i tasselli di quei giorni da soldato. Rintracciando amici e commilitoni, raccogliendo altre testimonianze, consultando medici e psicologi, a poco a poco il ricordo proprio e altrui riaffora: l’arrivo sulle coste del Libano, l’offensiva di terra, la conquista di Sidone, gli spari e i cadaveri, l’assedio di Beirut, il ritiro in una villa di provincia, il legame con i miliziani cattolici alleati. E riaffiora insieme alle ragioni dell’oblio: la complicità indolente nel massacro di Sabra e Shatila e il rapporto con un’altra strage su base etnica, l’Olocausto.

Nota personale. Racconto potente e appassionato, un pugno nello stomaco dall’inizio alla fine. Ma un pugno necessario. Film di animazione, ha un disegno crudo, chiaroscurale ed è frammentato da continui scatti innaturali nelle scene e nei personaggi che lo rendono fastidioso all’inizio ma presto efficace, in un ottimo modo di far interagire limitazioni tecniche ed economiche e scelte stilistiche. Il riferimento costante è al fumetto, alla graphic novel, non tanto Persepolis quanto forse Sin City. In un’originale fusione di documentario/inchiesta – i racconti dei personaggi rivolti al pubblico, l’indicazione di chi parla, la messa in scena della ricerca, degli incontri e delle conversazioni, il raccordo tra la voice over e le immagini illustrative – e di narrativa psicanalitica – dove l’animazione mette in scena i sogni, le sensazioni, le immagini fissatesi nella mente dei protagonisti, spesso accompagnati da una colonna sonora elettrica e disturbante -, Valzer con Bashir riesce a spiegare un conflitto e a motivarne le cause e le conseguenze emotive senza mai essere didascalico. Semplicemente, ragiona sulle incrostazioni della memoria, sistema soggettivo che completa i buchi e cerca di proteggersi. E pone di fronte alle atrocità della guerra in modo inedito e – meglio ripeterlo – potente, tanto da sacrificare la conclusione alla necessità di lasciare un messaggio forte. Ancora una volta, nella memoria (dello spettatore).

Annunci

Responses

  1. Un film di tale bellezza da vedere piu’ di una volta! Potente e profondo!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: