Pubblicato da: PAdBN | 30 dicembre 2008

Body Art

body art

«Il programma era di riorganizzare il tempo fino a quando non avrebbe potuto ricominciare a vivere».

Don DeLillo, Body Art (The Body Artist, 2001), ed. it. Einaudi.

Una villa in campagna, interno giorno, all’ora di colazione. Un lui e una lei compiono i gesti consueti, si muovono in un balletto attorno alle loro cose, procedono per frammenti di dialogo e di non detto. Sarà l’ultima volta che si vedono. Lui, regista cinematografico dal passato travagliato, va a New York e si uccide nell’appartamento della ex moglie. Lei, body artist e performer, si trova da sola, a convivere con il peso della perdita e a cercare di rielaborare quanto successo, nell’intimo dei propri pensieri e nella forma artistica del suo lavoro. Ricordi, registrazioni, telefonate. Una presenza misteriosa, una breve chiacchierata, un’epifania.

Nota personale. Un libro scarno ed essenziale, riempito di capitoli e frasi altrettanto scarni ed essenziali. Salvo i due inserti giornalistici, con il “coccodrillo” di lui e una recensione all’ultimo lavoro di lei, la storia procede lungo i frammenti di un lungo monologo interiore, che passa indistintamente dalla terza alla seconda persona e riporta pensieri incompiuti e interrotti, dialoghi con gli altri e con se stessi, frammenti di vita, dettagli di oggetti e ambienti. La riflessione, abbandonate quasi completamente le grandi narrazioni di Rumore bianco o di Underworld, lavora sulla memoria, sul ripetersi illusorio di un futuro che è già passato – o comunque è già stato scritto -, sulla perdita e sulla sua elaborazione. E lavora su tutto questo allo stesso modo di quanto una body artist plasma il suo stesso corpo, mantiene una disciplina, incide un senso che va ben oltre il gesto. Non esiste esterno, se non una natura tumultuosa da rappresentazione romantica degli stati d’animo. Non esiste città se non per brevi accenni. Non esistono media se non nelle modeste sembianze di un registratore, di un telefono, di un giornale. Esistono solo i pensieri e le sensazioni di una donna, i suoi gesti, le immagini e le proiezioni. A colmare un vuoto, a trovare un senso. Ammesso che ci si riesca, ammesso che ci sia.

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