Pubblicato da: PAdBN | 14 dicembre 2008

Family Tree

«We’re laying in the shadow of your family tree
Your haunted heart and me
Brought down by an old idea whose time has come
And in the shadow of the gallows of your family tree
There’s a hundred hearts soar free
Pumping blood to the roots of evil to keep it young
I’ll be your mind
».

TV on the Radio, Family Tree (da Dear Science, 2008).

In uno strano contrasto tra epica e minimalismo, il gruppo newyorkese scrive una canzone piena di atmosfera. Dove un amore più o meno impossibile si intreccia alla storia di una famiglia…

Nota personale. C’è chi dice che sia l’album dell’anno (Rolling Stone, per esempio). Non sarei così definitivo, ma certo l’album è un originalissimo esperimento a cavallo tra stili e generi differenti. Dove si fondono tracce di world music e di indie classico, dei Coldplay e dei Blur, di soul e di elettronica, e così via. E dove ogni brano è insieme in linea coi precedenti e radicalmente nuovo. Non se ne sentono tante, di cose così…

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