Pubblicato da: PAdBN | 2 novembre 2008

Altri libertini (2)

«Così si intuisce il mistero, pianopiano, e si guarda tutte in mezzo al palco quella seggiola vuota e quella cuffia e ci si immagina una persona seduta lì nel vuoto che parla con la nostra voce e sente la nostra voce. Diosanto che trip dell’immaginazione, ecco d’un tratto l’immagine-rappresentazione dell’uomo sottomesso a un processo di informazione dominato dall’energia elettrica, ecco chi ha centrifugato il nostro sistema nervoso centrale, ecco finalmente la materializzazione di quel che docent, maxima cum causa, e in stretto pas-de-deux Marshall Mc Luhan &  Umbert d’Ecò!!!» (da Miti e istrioni).

«Agosto è bello starsene a casa con la città vuota nessun rompiballe in giro, magari arrivi che senti la tua solitudine farsi pesante ma è un gioco diverso ed essere soli fa molto più male in mezzo alla gente, allora sì che è doloroso e pungono le ossa e il respiro è davvero brutto» (da Viaggio).

«Invece rimango solo, la notte tutt’intorno tace e la mia stanza invece urla e grida per te che non ci sei, io, io non ce la faccio proprio più» (da Viaggio).

«E dice guarda, io mi sento che tutti mi leggono dentro come fossi di vetro che non ho più nemmeno un angolo in cui tenerci il cuore e il mio territorio di libertà, no, mi fanno male gli occhi della gente, è un momento così tante volte è passato, ora sono qui tutto terremotato di dentro» (da Viaggio).

«Sulla mia terra semplicemente ciò che sono mi aiuterà a vivere» (da Viaggio).

«Mi siedo guardo dal finestrino la città perdersi nella periferia la campagna sfilare… Sento come mi fosse improvvisamente cresciuto dentro un vuoto enorme» (da Senso contrario).

«E’ questo star bene diosanto, questa è bellavita, avere una gratificazione dietro l’altra e non pensare a niente se non ad abbracciarsi […]. Questa sì sarebbe bella vita poterla far per sempre mica bisogno di soldi e lavorare e studiare e partire e perdersi…» (da Altri libertini).

«Lacrime lacrime non ce n’è mai abbastanza quando vien su la scoglionatura, inutile dire cuore mio spaccati a mezzo come un uovo e manda via il vischioso male, quando ti prende lei la bestia non c’è da fare proprio nulla solo stare ad aspettare un giorno appresso all’altro» (da Autobahn).

«Col naso in aria fiutate il vento, strapazzate le nubi all’orizzonte, forza, è ora di partire» (da Autobahn).

Pier Vittorio Tondelli, Altri libertini (1980), ed. Feltrinelli.

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