Pubblicato da: PAdBN | 1 novembre 2008

Altri libertini

«Così è restato cattivo sangue anche se al Posto Ristoro ci si dimentica piano piano di tutto perché la vita è davvero vita cioè una porcheria dietro l’altra e allora è come sbattere giù merda ogni giorno che poi ti dimentichi che ti fa schifo, e ne diventi magari goloso» (da Postoristoro).

Pier Vittorio Tondelli, Altri libertini (1980), ed. Feltrinelli.

Sei racconti indipendenti a formare un solo romanzo. Postoristoro presenta l’umanità disperata che vive di espedienti e popola una tavola calda vicino alla stazione, tra barboni, spacciatori, prostitute, travestiti e marchette. Mimi e istrioni racconta dall’interno il movimento femminista, attraverso una “comune” di amiche fiere e indipendenti e le loro esperienze nelle radio libere, nell’avanguardia teatrale, negli incontri alcolici e amorosi, fino alla disillusione e al distacco. Viaggio, capolavoro, è un racconto di formazione, che segue per anni le vicende di due ragazzi: il viaggio insieme per il Nord, prima a Bruxelles e poi ad Amsterdam, la scoperta della sessualità (e, per uno, dell’omosessualità), i lavoretti per pagarsi gli spostamenti, l’amicizia con altri giovani in viaggio, la condivisione del cammino; il ritorno a casa, a Bologna, per l’università, il movimento studentesco e il suo fallimento, l’incontro con Anna per uno e con Dilo per l’altro, le convivenze, altri viaggi, altre fughe, altre sconfitte. Senso contrario segue la fuga in strada di una coppia di amanti, e il loro tentativo (più o meno fallito) di inserire nel gioco una terza persona. Altri libertini racconta di come l’equilibrio di un gruppo di amici è messo in pericolo dall’arrivo di Andrea, bel milanese, di cui uomini e donne si innamorano e che tutti cercano di conquistare, ricavandone fugaci piaceri e lunghe sofferenze. Autobahn, infine, è il flusso di coscienza di un giovane che, per sfuggire alla malinconia e all’oppressione, imbocca l’autostrada di notte, senza intenzione di fermarsi prima di essere arrivato molto lontano…

Nota personale. Sei racconti indipendenti a formare un solo romanzo, l’ho già detto. Attraverso richiami intrecciati, attraverso i protagonisti sbandati, esiliati, ai margini della cosiddetta “civiltà”, attraverso lo sfondo di Correggio e della provincia emiliana profonda, contrastante con l’alterità cittadina e straniera. Il tono di voce, in costante prima persona singolare, porta a identificarsi con questi protagonisti così lontani (anche nel tempo, la fine dei Settanta si sente) eppure così vicini. Lo scandalo, il sequestro, l’offesa alla morale comune sono ormai un ricordo, e forse proprio la crudezza con cui si parla dei margini, della droga, dell’amore e del sesso in ogni sua forma è un punto di forza. Il linguaggio ibrido, che mescola flusso di coscienza e riferimenti pop, dialetto e parodie della cultura alta, seppure all’inizio possa allontanare il lettore, presto lo tiene incollato al racconto, facendogli seguire l’accelerazione e l’imprevedibilità degli eventi narrati con analoghe velocità e imprevisti sulla pagina scritta. Basterebbe Viaggio, il racconto più lungo e che eppure si legge d’un fiato, a dimostrare come una storia possa procedere anche solo per sensazioni, dando corpo a personaggi vivi e a conflitti importanti, unendo leggerezza e profondità, affiancando alla disillusione e al disincanto una necessità profonda di restare attaccati alla vita, quale che sia. Grazie.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: