Pubblicato da: PAdBN | 14 ottobre 2008

L’Italiano

«Gli succedeva ogni volta che si coricava: le sue membra erano appesantite dalla stanchezza, ma i pensieri non si quietavano. Nella sua mente c’era un continuo avvicendarsi di domande e di risposte, di idee per il presente e per il futuro».

«Amico, tutto ha a che fare con la letteratura. Gli esseri umani o nascono già all’interno di un’opera letteraria, come il paladino Orlando e madame Bovary, o diventano letteratura mentre vivono, sui giornali o in televisione o comunque nella fantasia dei loro contemporanei. Il resto è roba che finisce nei cimiteri. In pratica: non esiste».

Sebastiano Vassalli, L’Italiano (2007), ed. Einaudi.

Undici brevi frammenti di storia, undici storie di italiani che si intersecano alle vicende del nostro Paese: il doge di Venezia che ha perso il potere per la rivoluzione napoleonica; i due sacerdoti che fuggono da Roma e fanno tappa a Piacenza; il notabile siciliano sorpreso da un’imboscata; Francesco Crispi che dal letto di morte ripercorre gli incontri della sua vita; il soldato che si salva cantando dalle trincee della prima guerra mondiale; l’eroe di guerra in dissenso con il nascente fascismo; il generale che passa indenne tra fascismo, guerra civile e repubblica; il carabiniere ucciso a Cefalonia; la vecchiaia borghese di Sibilla Aleramo; l’incontro all’università di Pisa tra l'”uomo di legno” Palmiro Togliatti e il giovane Adriano Sofri; la scalata del signor B., Arciitaliano che trova la sintesi tra le due Italie, Paese Legale e Sommerso.

Nota personale. L’ultimo Vassalli si serve di forme brevi, frammentarie, incerte: forse per rinuncia a una narrazione onnicomprensiva, una vittoria del Nulla che apriva La Chimera; forse perché proprio attraverso questi scorci di vita si può provare a delineare qualcosa di più grande, che vada oltre il singolo Eroe. Il tentativo, ora riuscito ora meno, è qui quello di dare rappresentazione alle (molte) contraddizioni e alle (poche) fierezze, alle ossessioni e alle idiosincrasie del carattere nazionale italiano. Si susseguono farabutti, opportunisti, trafficoni, criminali, ipocriti, ma anche qualche illuso, qualche idealista, qualche eroe. Ciascuno trattato facendo uso di tutte le armi a disposizione di uno scrittore: dal monologo alla lettera, dalla raccolta di documenti all’intervista, dalla pagina di diario al resoconto quasi giornalistico. Mettendo in luce un minimo aspetto, documentato, di una biografia di fatti e di sensazioni. Alcune pagine andrebbero lette e rilette, anche soltanto per lo sguardo lucido, freddo e cinico che offrono senza che mai l’autore prenda posizione, senza che mai indulga a facili moralismi o a strumentali semplificazioni. Il libro si apre e si chiude con un apologo, certo la parte meno efficace e più vicina a troppi cliché, evitati brillantemente altrove.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: