Pubblicato da: PAdBN | 28 settembre 2008

Accelerate Tour (again)

R.E.M., Accelerate Tour, 27 settembre 2008, Torino, PalaOlimpico Isozaki.

SETLIST
1. Living Well Is The Best Revenge
2. Begin The Begin
3. What’s The Frequency Kenneth
4. I Took Your Name
5. The Great Beyond
6. Man Sized Wreath
7. Ignoreland
8. Exhuming McCarthy
9. Animal
10. Hollow Man
11. Electrolite
12. Driver 8
13. I’m Gonna DJ
14. She Just Wants to Be
15. Auctioneer
16. The One I Love
17. Until the Day Is Done
18. Let Me In
19. Horse To Water
20. Bad Day
21. Imitation of life
22. Orange Crush

ENCORE
23. Supernatural Superserious
24. Losing My Religion
25. It’s The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine)
26. Man On The Moon

Nota personale. Ancora R.E.M. (tre volte in sei mesi, in effetti… ora posso definitivamente qualificarmi come fan), ancora un concerto eccellente. Peccato solo la posizione, seduto in tribuna numerata. Buon turn over nelle canzoni, con alcune sorprese: a partire dal “quasi inizio” con Begin the Begin, a dare il tono a un concerto che – ancora una volta – è tirato e “rockeggiante”, con poco spazio per le ballate; Auctioneer ed Exhuming McCarthy, tracce remote dagli album di epoca IRS; la potente She Just Wants to Be, tutta da scandire; la “quasi conclusione” con It’s the End of the World as We Know It, impossibile da cantare (ma altrettanto impossibile era stare fermi). E poi le conferme: Kenneth, The Great Beyond, Imitation of Life, Orange Crush, ovviamente l’esplosione di Losing My Religion e la tristezza (perché annuncia la fine del concerto) di Man on the Moon, dedicata a Paul Newman. Poche canzoni degli ultimi album, mancanze eccellenti (non solo Everybody Hurts, ma pure Leaving New York), recuperi imprevisti, una encore brevissima ma che da sola valeva il prezzo del biglietto. Menzione speciale per Electrolite, che riesce sempre a commuovermi, e Driver 8, preceduta dalle considerazioni di Micheal Stipe sull’Italia, sul viaggio, sulla precedente volta a Torino anni fa e sul restare sospesi a un muro, condizione reale ed esistenziale. Apertura dei We Are Scientists, bravi. Stipe mattatore, come e più del solito: pronto a gettarsi tra il pubblico, coraggioso a tirare un paio di persone sul palco senza “svaccare” più di tanto, divertito nel lanciarsi in qualche breve commento. Mentre Peter Buck fa il cinico e impassibile, al solito, e Mike Mills ringrazia, in italiano, nel concludere la serata. Una splendida serata, ma come avrebbe potuto essere altrimenti? P.S.: i R.E.M. sono grandi anche nel rapporto con le tecnologie, e nella pausa hanno invitato a taggare uniformemente tutti i video, le foto, i commenti alla serata, così da poterli aggregare qui.

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