Pubblicato da: PAdBN | 22 agosto 2008

Lenders in the Temple

«Hello,
patterns in my mind now moving slow
Sorrow all across the surface roads
Smoothing out the edges of the stone
The lights are out, where’d everybody go?
Alone

Erase yourself and you’ll be free».

Conor Oberst, Lenders in the Temple (da Conor Oberst, 2008).

La voce di Oberst, affilata e nitida, graffiante e graffiata, ben si accorda alla nuda chitarra. Le parole, immaginifiche e ricche di riferimenti biblici e storici, raccontano dell’insoddisfazione di un amore non corrisposto, impossibile da mettere su carta (ma non in canzone, evidentemente). Un lieve effetto d’eco amplifica le piccole imperfezioni di pronuncia e le mette in primo piano.

Nota personale. Scopro da Luca che è uscito il nuovo disco di Conor Oberst, stavolta con una formazione diversa dalla consueta Bright Eyes. Tempo di procurarmi (ehm) il disco e di ascoltarlo un po’ di volte, ed ecco la recensione. Nonostante il buon Conor esca con un disco all’anno, se non di più, la qualità è molto buona: qualità di scrittura, con testi che alternano racconto (sul modello dylaniano) e immagini di impatto; e qualità musicale, che passa dal folk elettrico di brani come I don’t want to die (in a hospital) al classic rock da strada della splendida Sausalito o di NYC – Gone, gone, dalla filastrocca di Moab a quello che gli riesce meglio, la ballata intimista. E qui c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra l’ottima partenza di Cape Canaveral, la leggera Danny Callahan, la più disperata e commossa Eagle on a Pole, la chiusura di Milk Thristle, e altro ancora. Forse la traccia più banale è proprio il primo singolo, Souled Out!!! Bello, bello. E senza nemmeno la consueta traccia di rumori e distorsioni…

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Responses

  1. Perfettamente d’accordo…Conor Oberst e’ un genio! :-) Sfortunatamente come capita spesso il primo singolo e’ quello un po’ piu’ banale ma come dici tu il cd guadagna dall’assenza della “consueta traccia di rumori e distorsioni” caratteristica dei cd di Bright Eyes. Il cd e’ veramente bello e piu’ si ascolta piu’ e’ difficile scegliere le migliori canzoni!!! Non vedo l’ora di rivederlo nell’atmosfera un po’ piu’ intima del Terminal 5!


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