Pubblicato da: PAdBN | 20 agosto 2008

Meno di zero (2)

«Chiedo allo studente di cinema: – Non era irritante quel modo di far sparire i personaggi dalla storia senza ragione?
Lo studente tace per un attimo, poi dice: – Sì, un po’, ma questo succede anche nella vita vera…
».

«– Dove andiamo? – gli chiesi.
– Non so, – disse. – A fare un giro.
– Ma questa strada non va da nessuna parte, – gli dissi.
– Non importa.
– Ma allora cosa importa? – gli chiesi dopo un po’.
– Andare, bello mio, andare, – disse
».

«- E’ difficile compiangere qualcuno che se ne frega.
– Ah sì?
– Cos’è importante per te, Clay? Cosa ti rende felice?
– Niente.
Niente mi rende felice. Niente mi interessa, – le dico.
– Ti è mai importato qualcosa di me?
Non dico niente, abbasso gli occhi sul menù.
– Ti è mai importato qualcosa di me, Clay? – ripete.
– No, e di nessun altro, di nient’altro. Non voglio attaccarmi a niente, soffrirei troppo, dovrei preoccuparmi anche di quello. Si soffre meno, se si è distaccati
».

Bret Easton Ellis, Meno di zero (Less than Zero, 1985), trad. it. Einaudi.

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