Pubblicato da: PAdBN | 20 giugno 2008

Il divo

Il divo. La straordinaria vita di Giulio Andreotti (2008), regia di Paolo Sorrentino.

23 maggio 1992, strage di Capaci. Un punto di svolta nella vita civile italiana, e nella carriera di Giulio Andreotti, l’uomo che per trent’anni ha dominato la politica del nostro paese. Perché salta il progetto a lungo accarezzato di diventare Presidente della Repubblica, dopo la caduta dell’ennesimo governo (“meglio tirare a campare che tirare le cuoia“) e la nomina a senatore a vita. Perché, con Tangentopoli e le accuse di corruzione, iniziano a saltare teste eccellenti, anche nella “brutta corrente” andreottiana. Perché, crollato un intero sistema di potere, potranno iniziare le indagini e i processi per associazione mafiosa e per l’omicidio del giornalista Pecorelli. Nel frattempo, affiorano dal passato suicidi, omicidi, stragi, e soprattutto il fantasma (e la voce, tratta dai diari compilati in prigionia) ricorrente di Aldo Moro, per cui proprio Andreotti (con Cossiga) aveva sostenuto la “linea della fermezza”.

Nota personale. Uno dei due film di cui tutti parlano, in questi giorni. Ma di cui – a mio avviso – molti parlano male. Perché chiunque abbia visto – e apprezzato – L’amico di famiglia non può definire “grottesco” questo film, perché il tanto temuto “effetto Bagaglino” non ha poi tanta presa, perché il rapporto con le donne (la moglie, la segretaria) è importante ma non certo il fulcro del lavoro. Il film è bello, gli aspetti positivi sono tanti. Il procedere per salti logici e illuminazioni, con rimandi a snodi importanti della storia italiana, rende complesso seguire alcuni passaggi ma evita il rischio didascalico. La lettura espressionista e surreale dei personaggi (la presentazione della corrente andreottiana, la rassegna di vittime e carnefici degli anni di Piombo) e delle non-situazioni (il ritorno a casa con la scorta, i corridoi del Transatlantico) è un efficace contraltare per la decadenza e il potere ormai incancrenito. Il motteggiare continuo di Andreotti (un Toni Servillo irriconoscibile), l’irresistibile comicità involontaria di Cirino Pomicino (che l’avrebbe mai detto che Carlo Buccirosso avrebbe interpretato uno dei personaggi più riusciti), la distanza anche dai “buoni” Scalfari (messo a tacere in una scena memorabile) e Caselli (perennemente con una lattina di lacca in mano), le poche pennellate che tratteggiano personaggi noti e meno noti del periodo lasciano l’intera trattazione alla superficie, unico modo per evitare giudizi troppo appassionati. L’uso della cinepresa, del montaggio, della musica à la Tarantino, per quanto potrebbe sembrare postmodernismo in ritardo, è un’ottima boccata d’ossigeno per un cinema italiano troppo chiuso in se stesso (come ne Le conseguenze dell’amore, del resto). Decadenza e proiezione sul futuro: alcune scene, dalle affermazioni contro i giudici agli insulti in aula, non sono poi troppo distanti dall’attualità, dove peraltro Andreotti (e un andreottiano come Ciarrapico) rivestono ancora un ruolo. Momenti da ricordare: il bacio al ralenti con Totò Riina, sulle note di Beth Orton; Andreotti e la moglie mano nella mano a guardare il concerto di Renato Zero in tv la sera dell’autorizzazione a procedere; la carrellata sulle vittime, musica sparata e sottopancia; la corsa di Pomicino nel corridoio vuoto del Transatlantico; il perenne controcanto della voce tombale di Moro dalla sua cella; la firma del settimo governo Andreotti. Insomma, un film che appassiona e fa scorrere qualche brivido lungo la schiena ma, soprattutto, diverte. E, anche per l’importanza dei temi trattati – e di quella storia italiana di cui troppo spesso si tace -, mi sembra un ottimo risultato.

Annunci

Responses

  1. A mio modo di vedere, Sorrentinoha mostrato una raffinata capacità nella lettura della storia italiana. Sia di quella che Andreotti rappresentava, sia di quella che si preparava ad “avanzare”.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: