Pubblicato da: PAdBN | 25 maggio 2008

Vogliamo i nazisti di quartiere

«[…] L’introduzione del nazista di quartiere avrebbe il merito di rendere più familiare la figura del pulitore etnico, dissolvendo la cattiva fama che circonda un mestiere così duro e ingrato. Una birretta al bar, un salto dalla sartina dell’angolo per farsi ricucire sulla camicia bruna il simbolo delle Esse Esse, la rapatura a zero ritoccata ogni mattina dal barbiere, il passo dell’oca simpaticamente esibito nei rondò durante l’ora di punta, ed ecco che il nazista di quartiere diventa l’amico, il confidente, la figura di riferimento. Il rastrellamento settimanale, per snidare casa per casa eventuali clandestini, diventa in breve una festosa occasione di coesione sociale per tutto il quartiere… […]».

Un brano della rubrica di Michele Serra, “Satira preventiva”, sempre su L’espresso di questa settimana.

Nota personale. Riso molto amaro, da leggere tutto: lo trovate qui.

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