Pubblicato da: PAdBN | 25 aprile 2008

Guida galattica per gli autostoppisti

«– Ho fatto qualcosa di male oggi – domandò – o il mondo è sempre stato così e io ero troppo rinchiuso in me stesso per accorgermene?».

Douglas Adams, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy (Guida galattica per gli autostoppisti, 1979), ed. it. Mondadori

Arthur Dent scopre che la sua casa sta per essere abbattuta, così da far posto a una nuova tangenziale. Cerca di opporsi ai bulldozer. Ma l’amico Ford Prefect lo convince a lasciar perdere: si rivela un alieno nato a Betelgeuse e spiega che la Terra stessa sta per essere distrutta. I due chiedono così un passaggio a un’astronave aliena e si lanciano in alcune avventure nello spazio: prima come clandestini sulla nave degli antipatici burocrati Vogon, appassionati di poesia; salvati poi da un’astronave a propulsione di Improbabilità, popolata dal presidente della Galassia, da una scienziata umana e da un robot depresso; lanciati infine alla scoperta di Maghratea e dei principali segreti sull’origine della vita e della Terra.

Nota personale. Romanzo di culto, che in realtà romanzo non è: frutto di trasmissioni radiofoniche, ne conserva la natura frammentaria e “a scatti” che impedisce alla lettura di essere davvero coinvolgente. Punto di forza è la caratterizzazione dei personaggi, emblema di una visione del mondo cinica e divertita, dove lo spazio è il pretesto per ridere di vezzi e ambizioni umane: il presidente inetto e folle per carica istituzionale, l’amico alieno sempre un po’ geloso, l’umano disincantato ma attaccato alla vita, soprattutto il robot tanto vicino all’uomo nelle emozioni da essere insopportabilmente depresso per la sproporzione tra le sue infinite capacità e le sue umili mansioni. Il libro è ricco di scambi di battute molto divertenti, da leggere sempre in controluce, e di trovate destinate a durare: come il Pesce Babele (Babelfish) che infilato in un’orecchio traduce tutte le lingue dell’universo; come la Risposta alla Vita, all’Universo e a Tutto il resto (chiedere a Google, nel caso) e le sue implicazioni; come l’idea di una Guida Galattica che spiega, modello Routard, i segreti dell’Universo a uso e consumo dei backpackers. Peccato che tutto questo non riesca a dar vita a un mondo organico, a una narrazione autosufficiente, che non sia solo una collezione di illuminazioni.

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Responses

  1. del film che ne pensi?

  2. Visto poco dopo l’uscita, ormai un paio di anni fa… Francamente l’avevo trovato banalotto, eccessivamente didascalico (forse per forza, vista la necessità di visualizzare tutto), senza infamia e senza lode. Insomma, il libro (pur coi suoi limiti) è meglio!


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