Pubblicato da: PAdBN | 11 aprile 2008

Fotogenia elettorale

«L’uso della fotografia elettorale suppone una complicità: la fotografia è specchio, dà a leggere elementi familiari, noti, propone all’elettore un’effige chiarificata, magnificata, superbamente portata allo stato di tipo. Tale maggiorazione, del resto, definisce molto esattamente la fotogenia: l’elettore si trova espresso e insieme eroicizzato, è invitato a eleggere se stesso, a caricare il mandato che si accinge a dare di un vero e proprio transfert fisico: egli delega la propria “razza”».

Roland Barthes, Fotogenia elettorale, da Miti d’oggi (Mythologies, 1957), ed. it. Einaudi

Nota personale. In chi ci specchiamo? In chi ci vogliamo (vorremmo) specchiare? (A parte che uno dei contendenti a questo giro ha fatto ben attenzione a non comparire sui manifesti elettorali, mai).

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