Pubblicato da: PAdBN | 13 marzo 2008

Non è un paese per vecchi

Non è un paese per vecchi

Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men, 2007), regia di Joel e Ethan Coen

Un uomo è a caccia nel deserto, quando si imbatte in una strage: uno scambio fra narcotrafficanti degenerato in più sparatorie che hanno lasciato sul campo soldi e droga. L’uomo prende i soldi, senza sapere – lo scoprirà presto – che sulle tracce di quel denaro c’è un killer spietato, armato di un compressore trasformato in pistola, che non si ferma davanti a niente e nessuno e colpisce tutte le persone (e le serrature) che incontra. I due ingaggiano presto una battaglia senza esclusione di colpi. Uno sceriffo, prossimo alla pensione, cerca di trovare l’uomo e di catturare il killer. Tutto questo nel paesaggio desertico del Texas, lungo il confine con il Messico. Tratto dal romanzo, omonimo, di Cormac McCarthy.

Nota personale. Un gran bel film, se non fosse per il finale. I personaggi (e le interpretazioni) sono strepitose: Tommy Lee Jones è perfetto come sceriffo amareggiato e decadente, Josh Brolin incarna bene l’ambizioso fuggitivo. Soprattutto, Javier Bardem è magnifico nel rendere un killer spietato, psicopatico e senza sfumature come Chigurh: la personificazione di un male quasi metafisico, inarrestabile, senza motivazione e senza riposo, sempre pronto a ripartire per la sua strada, che nemmeno il destino può interrompere. Il racconto scorre bene, la tensione e l’affanno sono spesso palpabili. Il distacco dato da un’ironia cinica, ora diffusa ora concentrata in alcuni personaggi minori (come il vicesceriffo ingenuo, ottima spalla per il personaggio di Jones), ci ricordano che è pur sempre un film dei Coen. La regia è magistrale, con riprese del deserto sorprendentemente analoghe ai ghiacci di Fargo, con la ricerca della perfezione geometrica nelle costruzioni dell’uomo (siano ponti o palazzi, frontiere o città). Come anticipavo, peccato per il finale. Che affastella scene dove si chiudono anche le sottotrame più minute, ma che poco aggiunge (salvo l’incidente) a una vicenda data per già conclusa. Forse il debito del romanzo è stato troppo pesante, forse si è arrestata la capacità di rielaborarlo efficacemente che rende grande la quasi totalità del film. Lo stesso sceriffo, che apre e chiude il film con le riflessioni sul tempo e la vecchiaia, finisce con l’essere gratuito, fuori contesto o – peggio – noioso.

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Responses

  1. condivisibile.


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