Pubblicato da: PAdBN | 1 marzo 2008

L’animale morente (2)

«Trasformandomi in un ragazzo ancora più piccolo. Il carattere impossibile che si ha. La stupidità di essere se stessi. L’inevitabile commedia di essere chicchessia».

«Qui, libero dal totalitarismo, un uomo come te l’infelicità deve procurarsela da solo».

«Joseph Conrad: chi si forma un legame è perduto. […] Non ti basta? Di cosa riesci mai ad avere più di un assaggio? E’ tutto quello che ci è dato nella vita, è tutto quello che ci è dato della vita. Un assaggio. Non c’è altro».

«Io sono un critico, sono un insegnante: la didattica è il mio destino. Deduzione e controdeduzione: è di questo che è fatta la storia. O uno impone le sue idee o se le vedrà imporre. Volenti o nolenti, questa è la situazione. Ci sono sempre delle forze contrapposte, e così, se non si ha una sfrenata passione per la subordinazione, si è sempre in guerra».

«Ogni disordine è disordine controllato».

Philip Roth, L’animale morente (2001), ed. it. Einaudi

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