Pubblicato da: PAdBN | 15 febbraio 2008

Caos calmo

Caos calmo

Caos calmo (2008), regia di Antonello Grimaldi

Pietro Paladini è un dirigente televisivo. Con il fratello salva due donne che stanno per annegare. Tornato a casa, trova un’ambulanza: la moglie è morta. Il rapporto con gli altri, e soprattutto con la figlia, si ridefinisce. E così, quando la accompagna a scuola il primo giorno, decide di restare ad aspettarla lì fuori, su una panchina o nelle immediate vicinanze. Dove continuerà a lavorare (nel mezzo di una complessa fusione tra due società), dove diventerà il punto di riferimento per i passanti e per gli amici, dove reincontrerà la donna che ha salvato, dove imparerà lentamente a elaborare la perdita. Tratto dal romanzo omonimo di Sandro Veronesi.

Nota personale. Un bel film, per due ragioni principali: la prova d’attore di Nanni Moretti e la splendida trama, con una sceneggiatura che resta fedele allo spirito del romanzo pur spostandolo da Milano a Roma. Una storia universale: la difficoltà dei sentimenti, la ridefinizione dopo una mancanza improvvisa, la scoperta dei segreti, la necessità di tirare avanti, il rapporto con una figlia che scopre l’irreversibilità delle cose, il bisogno di chiunque di avere un punto di riferimento, la capacità di fermarsi – che sia per fare il punto della situazione (le liste mentali del protagonista sono divertenti e drammatiche a un tempo), per ascoltare cosa gli altri hanno da dire o per capire in quale direzione ripartire. La regia è televisiva, ma con qualche piacevole variazione. I comprimari formano la consueta rassegna di volti da film italiano (da Isabella Ferrari ad Alessandro Gassman, da Valeria Golino a Silvio Orlando), ma all’improvviso appare Roman Polanski. La colonna sonora è povera, ma impreziosita da Rufus Wainwright e dai Radiohead. Ah, dimenticavo: la famosa scena di sesso. Necessaria – e quindi da tenere – nel suo ruolo di prima epifania, di momento di svolta. Ma forse troppo lunga: devo ammettere un po’ di disagio, più che altro perché a copulare sullo schermo erano due persone in forma, per carità, ma con giusto qualche anno in meno dei miei genitori…

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Responses

  1. ah, quindi non hai fatto obiezione di coscienza contro il film?

  2. Vizioso infedele!

  3. concordo appieno con la recensione. Uff, e ho dovuto aspettare quasi tutto il film per vedere la scena madre!!! più che altro, forse la scena è un po’ fuoriluogo, ma niente affatto scandalosa… mi aspettavo chissà cosa! ma come siamo finiti???


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