Pubblicato da: PAdBN | 2 febbraio 2008

Considera l’aragosta (2)

«Temo di considerare l’Inglese accademico non come una variazione dialettale ma come una grottesca abiezione dell’Iss [Inglese scritto standard][…]; e a sostegno di questo assoluto disprezzo e intolleranza cito un’autorità della portata del signor G. Orwell, che cinquant’anni fa definì l’Ia come una “mistura di vaghezza e pura incompetenza” in cui “è normale incappare in lunghi brani quasi del tutto privi di significato” […]. Probabilmente questa non è la spiegazione completa, ma come per l’ipocrisia modaiola dell’Ipc [Inglese politically correct], l’oscurità e la pretenziosità dell’Inglese accademico si possono attribuire in parte a uno sconvolgimento nel delicato equilibrio retorico fra la lingua come vettore di significato e la lingua come vettore del curriculum vitae dello scrittore stesso». (da Autorità e uso della lingua)

David Foster Wallace, Considera l’aragosta (2005), trad. it. Einaudi

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