Pubblicato da: PAdBN | 20 ottobre 2007

La nuvola

«AMLETO: Vedete quella nuvola che sembra un cammello?
POLONIO: Sacripante! E’ un cammello davvero!
A: O forse somiglia a una donnola.
P: Infatti, ha la forma di una donnola.
A: Non pare una balena?
P: Tale e quale, una balena
».

da William Shakespeare, Amleto (ca. 1602), Atto II, trad. di Eugenio Montale
citato in epigrafe a Fausto Colombo e Ruggero Eugeni, Il testo visibile (1996), ed. Nuova Italia Scientifica

Uno scambio di battute apparentemente delirante: le nuvole cambiano forma? Amleto è pazzo? O cerca di scoprire il doppio gioco di Polonio che continua ad assecondarlo? Ma il dialogo consente a Colombo ed Eugeni una riflessione sull’orientamento dello sguardo e sul visibile: la necessità dell’esistenza di un oggetto da vedere, della soggettività del guardante e di un discorso comunicativo fra più soggetti sull’oggetto. Che vale per il naso in su verso il cielo, così come per i media (dalla pittura al web).

Nota personale. Ed è forse inevitabile che ogni tanto, nel rapporto con il mondo e con gli altri, uno si senta un po’ Amleto…

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