Pubblicato da: PAdBN | 17 ottobre 2007

La televisione è un monitor

«Scorporata dai rigidi, obsoleti palinsesti televisivi – anche nella formula della replica continua della pay-tv – la serie televisiva perde la sua natura episodica per diventare un unico megatesto – il famigerato box set – un fiume in piena che scorre sugli schermi – panoramici, tradizionali, piatti, portatili – scardinando ogni argine. La fruizione ininterrotta diventa una maratona, dai ritmi assai differenti rispetto al tradizionale sprint catodico. […] La fruizione di quaranta ore di contenuti nell’arco di un weekend è simile alla tempistica prolungata del videogame, medium erroneamente accostato al cinema, quando in realtà la sua cornice di riferimento – tecnologica, estetica, ideologica – è la televisione. […] Il fruitore della serie televisiva diventa un videogiocatore: un esploratore di spazi virtuali, un abitatore di luoghi immaginari. La dimensione narrativa della serie televisiva perde di importanza rispetto alle sue possibilità spaziali, ambientali, architettoniche – come nel videogame, ciò che conta è immergersi in luoghi alternativi eppure familiari, misteriosi ma convenzionali. Totall recall. La serie tv, come il videogame, costruisce mondi immaginari/alternativi/paralleli in cui avvengono cose interessanti. […] La serie televisiva fruita via boxset/download produce effetti di dipendenza. Non a caso, la fine naturale della fruizione o l’interruzione improvvisa della serie è destabilizzante, potenzialmente letale, forse illegale. Non si svegliano i sonnambuli. Non si uccidono così gli spettatori. Dopo l’orgia e l’overdose, lo schermo diventa nero e il disagio strisciante genera panico. Il che spiega la costante ricerca di metadone: spin-off, remake, serie alternative, altri episodi, altri dvd, altri bit da scaricare, nuovi luoghi in cui abitare. Da New York a Los Angeles. Da Washington D.C. ad Orange County: il turismo è schermico e lo zapping – tragico memento del ventesimo secolo – è obsoleto come l’ovomaltina. Non più salti schizofrenici, ma traslochi ragionati. Uccelli migratori. […] La televisione, oggi, è un monitor. Lo spett-attore, un gamer».

Matteo Bittanti, La televisione è un monitor, pubblicato a marzo su Duellanti e disponibile qui.

Nota personale. Lungo estratto di un pezzo visionario, ma molto interessante, sulle nuove forme di consumo televisivo. E un ottimo spunto per alcune idee sul nuovo fandom legato alle serie tv: la fruizione compulsiva, i fenomeni di migrazione, l’attenzione al genere (o al buzz) più che al singolo prodotto, il discorso condiviso e la partecipazione.

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  1. […] sconosciuto: […]


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