Pubblicato da: PAdBN | 4 ottobre 2007

Squarci d’anima

Squarci d’anima

«L’ultima fermata è quando il treno smette di correre». (da Al cimitero)

Anita Virga, Squarci d’anima (2007), edizioni il Filo

Raccolta di esordio, Squarci d’anima raccoglie una serie di brevi poesie racchiuse in sezioni tematiche. Una sorta di poetica degli oggetti, “scabra ed essenziale” per citare Montale: tra metafore (guerresche e sportive) e percorsi in tempi e luoghi dell’anima, vengono toccati numerosi topoi della poesia novecentesca e non solo. Lo specchio, il male di vivere, il viaggio. Il sospetto è che “anima” venga usato al posto di Anita, come una specie di senhal a indicare il legame tra la scrittrice e la sua opera. Solo il linguaggio è talvolta acerbo, enfatico o tradizionalmente “poetico”: ma si riprende con momenti di improvvisa crudezza, novità (un memorabile “pintone”) e apertura al parlare corrente. Nota negativa, una prefazione inutile (se non dannosa).

Nota personale. Piccolo conflitto di interesse, dato che conosco personalmente Anita. Ma è indubbio che si tratti di una poesia sentita, sofferta, vicina. Sarebbe interessante poter osservare come ci arriva, a questi versi: insomma, quella cosa che qualcuno chiama il “laboratorio poetico”. Per i laziali che passassero di qui, l’autrice (volevo scrivere poetessa, ma poi fa un po’ impressione) sarà a Roma per una presentazione/incontro il 26 ottobre.

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Responses

  1. benissimo!


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