Pubblicato da: PAdBN | 23 settembre 2007

Comici spaventati guerrieri (2)

«Federì si eccita. Lo Pepe vorrebbe ma è in servizio.
“Una sigaretta?” fa Lucia.
“No, grazie, come è scritto due righe più su sono in servizio”».

«Un matto è una persona che non sa dove andare, niente di più».

«Se restassero al loro posto.
Se stessero sempre zitti, e il popolo lo lasciassero fare ai comici che dicono un casso avanti.
Se la smettessero di andare in piazza a rompere le balle.
Se obbedissero, senza che ci sia bisogno ogni volta di spaventarli.
Se non ci fossero, addirittura.
I cittadini sono il più grande ostacolo per una democrazia moderna
».

Stefano Benni, Comici spaventati guerrieri (1986), Feltrinelli

Nota personale.  Saranno i tempi, ma trovo l’ultima frase quanto mai attuale: i mali congeniti alla democrazia; il comico divenuto capo-popolo non è nient’altro che una nuova forma di potere, ancora meno democratica… Peraltro, scritto da uno dei primissimi autori (con Ricci, con Serra) di Beppe Grillo.

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Responses

  1. E’ stato il primo di Benni e la mia prima lettura di Benni, mi era piaciuto molto, ricordo ancora vivida la vicenda nel manicomio… eheh


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