Pubblicato da: PAdBN | 26 giugno 2007

Zazie nel metrò

Zazie nel metrò

«– Hai delle strane idee, sai, per la tua età.
– E’ vero. Certe volte mi domando perfino dove le trovo.
– Io non saprei dirtelo davvero.
– Perché si dicono certe cose e non altre?
– Se non si dicesse quel che si deve dire non ci si farebbe capire.
– E lei, lei dice sempre quel che deve dire per farsi capire?
– (gesto).
– Però non si è mica obbligati a dire tutto quel che si dice. Si potrebbe dire altro
».

Raymond Queneau, Zazie nel metrò, 1959, trad. it. Einaudi di Franco Fortini

Una strana ragazzina, dal linguaggio e dal pensiero adulto, vaga due giorni per Parigi, inseguita da (e inseguendo) Gabriel, lo zio a cui è stata affidata, e un gruppo di conoscenti, amici e altre persone raccattate lungo il cammino. Tra neologismi e salti di registro, tra nuove scene che iniziano inaspettate e stranezze che resteranno irrisolte, il libro affronta la modernità, la diversità, la solitudine con tono leggero ed evanescente.

Nota personale. Dopo aver amato I fiori blu (tradotto da Calvino) ed essermi divertito con gli Esercizi di stile (ricreati da Eco), continuo il percorso… Vita che ragiona sulla vita, letteratura che ragiona sulla letteratura, senza (quasi) che tu te ne accorga: proprio come con il mio libro preferito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: