
“News from Everywhere”, Link. Idee per la televisione, n. 6 (2008), Mediaset/RTI
Un dossier interamente dedicato alle sfide dell’informazione televisiva nel nuovo panorama convergente, con interviste a tutti i direttori dei tg nazionali: tra i temi trattati, il racconto attraverso l’emozione, la preparazione della scaletta, le “non-notizie” messe a riempire gli interstizi, le difficoltà dell’inviato e dell’inchiesta (raccontate rispettivamente da Gabriella Simoni e Milena Gabanelli), gli user generated content e il loro utilizzo da parte dei grandi media. Carlo Freccero teorizza il nuovo genere informativo del “reality-soap”, Gregorio Paolini spiega perché il giornalista italiano non è mai riuscito a entrare nell’immaginario televisivo, Peppino Ortoleva indaga le radici culturali del bisogno di notizie e la (presunta) invariabilità dei generi-notizia. E molto altro. Seguono quattro sezioni tematiche altrettanto ricche. In “Prodotto”, le serie tv delle reti via cavo, gli iper-format secondo Mtv e una rassegna degli imbonitori televisivi storici (opera di Giancarlo Dotto). In “Business e mercati”, la distribuzione online delle serie televisive negli Usa e la pubblicità sul web, con tanto di intervista al grande capo di Google Italia, Massimiliano Magrini. In “Tecnologia”, una mappa per orientarsi nella net tv (di Tommaso Tessarolo, neo-head of programming di Current Italia), una riflessione sulla persistente centralità del salotto domestico (di Antonio Dini) e la community di XBox Live (secondo Matteo Bittanti). In “Sguardi laterali”, un’ampia ricerca sui subber – i fan sottotitolatori di serie televisive – e qualche appunto controcorrente sugli user generated content (e sull’industria del porno).
Nota personale. Dopo mesi di lavoro, finalmente arriva in libreria il mio secondo “figlio”: il numero dedicato all’informazione (e non solo!) di Link, a metà tra il libro e la rivista, tra il mondo accademico e quello professionale, tra l’approfondimento e la novità. E ne sono fiero. Per la qualità dei testi e delle collaborazioni. Per la struttura e il ritmo dei pezzi. Per la novità di certi contenuti, la profondità di altri e la leggerezza di altri ancora. Per la veste grafica eccelsa, interamente ristrutturata, che ne valorizza struttura e valore. Difficile trovare i punti deboli (anche se qualcuno c’è, mi sa). Cose firmate: una breve intervista al condirettore di Repubblica.it Giuseppe Smorto; un lungo pezzo su come i network USA affrontano la sfida della distribuzione online dei loro contenuti pregiati (con Alessandra Sandron); un box sulle analoghe sfide cui l’industria discografica cerca di rispondere. E – soprattutto – il grande approfondimento (con Fabio Guarnaccia) sulle due maggiori comunità italiane di fansubber, Itasa e Subsfactory: un primo articolo sulla nascita, le motivazioni, le implicazioni etiche e legali; un secondo sull’organizzazione del lavoro di traduzione e sulle gerarchie nate nelle comunità; un box in cui si dà voce alle testimonianze dirette dei fan e un altro sugli aspetti di traduzione, adattamento e gioco linguistico nei sottotitoli. La prima ricerca del genere fatta in Italia, frutto di interviste, questionari, discussioni, rielaborazioni. Tanto che di noi hanno parlato, due giorni fa, pure Luca Sofri e Matteo Bordone a Condor, su Radio Due Rai (qui il podcast della puntata, arriviamo dopo il minuto 21). Tanto lavoro e (speriamo) tante soddisfazioni…