
«La vita non è perfetta. In più, è breve!».
Pallottole su Broadway (Bullets over Broadway, 1994), regia di Woody Allen
New York, anni ‘20. David è uno scrittore che tenta di mettere in scena un suo spettacolo a Broadway: convinto della sua arte, non vorrebbe compromessi. Peccato che non vada proprio così. Prima deve accettare come attrice la fidanzata totalmente incapace del finanziatore, peraltro in odore di mafia. Poi si innamora e finisce per farsi condizionare dalla protagonista, una star sul viale del tramonto. Fatica a gestire i dissidi tra gli attori. E perde a poco a poco il controllo sulla sua opera, dalla trama alle singole battute, accogliendo i consigli di Cheech, lo scagnozzo mandato a vigilare sul set. Qual è la linea che separa l’uomo dall’artista?
Nota personale. Woody Allen (qui solo autore, l’attore-alter ego è John Cusack) mette in scena la scena, imbastisce un film teatrale (nello sviluppo, nell’ambientazione, persino negli stacchi fatti di sparatorie gratuite fuori campo) che parla di un allestimento teatrale. La riflessione sottesa è quella tra arte e vita, tra velleità di grandezza e capacità effettive, tra sprofondamento estetico e compromesso pragmatico: non ci sono però risposte certe, ma uno sguardo distaccato e beffardo e una serie di battute spiazzanti per la loro crudeltà (o per l’inconsapevolezza di chi le pronuncia). Il film, old fashioned tra musica e costumi, ricostruisce un mondo dando vita a una serie di macchiette (attori, produttori, mafiosi) e divertendosi ora a sostenerle (l’attore che si ingozza continuamente di cibo) ora a ribaltarle (lo scagnozzo che diventa artista). Non il miglior lavoro del regista newyorkese, ma una prova più che dignitosa…
Se è lo stesso film in cui John Cusack si sveglia nel bel mezzo della notte, e urla “Sono una puttana!!!!”, una delle scene più belle di Pallottole, allora l’ho visto di recente…
Da: cristian su 13 Maggio 2008
alle 7:04 pm