Inserito da: PAdBN | 12 Novembre 2007

Mattatoio n. 5

Mattatoio n. 5

«Così va la vita».

Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini (1966), ed. it. Einaudi

Billy Pilgrim può viaggiare nel tempo, saltando senza accorgersene da un momento all’altro della sua vita, in ordine sparso: il rapporto difficile con un padre severo, la vecchiaia accudito dalla figlia, un incidente aereo cui sopravvive, la degenza in un ospedale psichiatrico, il matrimonio dei figli, la morte della moglie, il lavoro da ottico affermato, … E due eventi essenziali, e in qualche modo paralleli: la cattura da parte degli alieni di Tralfamadore, che l’hanno esposto per mesi nel loro zoo e gli hanno spiegato la loro concezione del tempo (dove tutto, passato presente e futuro, è immutato e immutabile, come cristallizzato nell’ambra); e, soprattutto, l’esperienza durante la seconda guerra mondiale. Dalla battaglia delle Ardenne al vagare sperduto oltre le linee nemiche, dalla cattura da parte dei tedeschi al trasporto forzato sui treni, dalla sosta presso altri prigionieri inglesi alla tappa finale a Dresda. Pochi giorni prima del bombardamento che avrebbe reso la città un immenso cumulo di macerie, un paesaggio lunare senza anima viva se non i pochi prigionieri nelle caverne sotterranee del Mattatoio n. 5.

Nota personale. Vonnegut riesce ad affrontare una delle maggiori tragedie dell’umanità con tono lieve, talvolta addirittura divertente. Ma con alcuni dialoghi che, con estrema nonchalance, gelano il lettore. Ci riesce innestando la fantascienza (in dosi omeopatiche, per fortuna) su un racconto prevalentemente storico e quotidiano. E usando, forse come atto d’accusa, una filosofia della storia in cui tutto è inevitabile e niente si può cambiare. L’espediente dei viaggi nel tempo permette una narrazione che procede per associazioni di eventi, alla ricerca di somiglianze e deja-vu che si ripetono nella vita del protagonista, di simboli e di premonizioni. Il Billy in tempo di guerra, stralunato e fuori posto, rende perfettamente l’idea di un’armata allo sbando e la stranezza di una situazione agghiacciante e inedita. Libro leggero e pesante al tempo stesso, da leggere anche solo per fissarsi nella mente la vicenda, troppo spesso confinata a due righe sui manuali, di Dresda.


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